LA NOSTRA SCUOLA GIRA IL MONDO
- cangrande40
- 27 ago
- Tempo di lettura: 4 min
Non saresti curioso di sapere com'è la vita negli altri paesi?
Questo progetto consiste nel dare la possibilità agli studenti più meritevoli della nostra scuola, di poter partecipare a viaggi di istruzione nei quali potranno compiere il loro FSL in diversi stati europei.

L'idea e la realizzazione
Nell'anno 2024/2025 è partito un progetto pazzesco a scuola. In pratica abbiamo vinto un premio e, grazie a questo, ci siamo agganciati a un'organizzazione europea che organizza viaggi per gli studenti.
Ma la cosa migliore sapete qual è? I soldi! Chi viene scelto paga veramente poco perché la stragrande maggioranza della quota la mette l'organizzazione. Alle famiglie resta da pagare solo una minima parte... cioè, un sogno!
La mia esperienza in Svezia

Per il 2025 le mete possibili erano due: Spagna o Svezia. E fortunatamente io sono partita per il freddo nord! Il 25 agosto eravamo tutti alla stazione di Verona con la prof, che però è rimasta con noi solo la prima settimana. Da lì è iniziato il viaggio: bus fino a Bergamo, aereo per Copenaghen e alla fine il treno fino a Lund, un paesino universitario stupendo nel sud della Svezia.

Questo sarà il nostro posto nel mondo per i prossimi 40 giorni! All'inizio l'agenzia ci ha fatto fare un tour per capire come funziona la vita qui, ed è stato utilissimo perché l'indipendenza era totale. Abitavamo in una tenuta di campagna immersa nel verde a 20 minuti di bus dal centro, con tanto di bosco e fiume dove avevamo la possibilità di andare in canoa! In casa eravamo in sei divisi in tre stanze da letto, con poi la cucina, il bagno e il soggiorno condiviso anche con altri studenti stranieri. Ci gestivamo tutto noi, dalle pulizie alla spesa, e indovinate a chi tocca fare la lista e preparare la cena? Esatto, a me!" Non essendo grandi chef ci siamo un pò inventati, quindi le cene a casa si basavano su cibi semplici con: polpette di carne, salmone e verdure sempre per rimanere sani.


La mia giornata lavorativa svedese tipo? Inizia alle 9.00 in studio e la prima cosa che si faceva era... la fika! Praticamente una pausa sacra dove si mangiano dolcetti, frutta e si beve caffè parlando rigorosamente in inglese. Subito dopo ci si mette al lavoro sul proprio progetto. Lo studio aveva solo 5 dipendenti, quindi l'ambiente è super intimo. Spesso uscivo per fare misurazioni e rilievi nei cantieri, con i miei colleghi, e quando tornavo in studio mi


mettevo a progettare su AutoCad o Sketch App. Visitavamo anche un sacco di vecchi progetti e nuovi edifici iconici in giro per la Svezia del sud! Alle 15.00 si staccava. Ognuno in casa aveva orari diversi (ed io ero la prima che staccava dal lavoro) quindi quando finivo avevo il tempo tutto per me: a volte rimanevo in centro a Lund per fare shopping e fare la spesa, altre volte tornavo a casa, sistemavo un po' la casa o andavo a farmi una corsa rigenerante in mezzo alla campagna.
Ma parliamo della parte migliore: i weekend! Avevamo una libertà totale e ci organizzavamo tra di noi per esplorare tutte le città dei dintorni e assaggiare il cibo tipico svedese. Purtroppo dovevamo rimanere nei limiti di un'area definita dall'agenzia e infatti non siamo potuti andare fino a Stoccolma, però abbiamo così potuto visitare tanti paesini piccoli e grandi molto tipici e meno turistici rispetto alla capitale e questo ci ha permesso di viverli al meglio.

Non potevamo non fare una tappa obbligatoria all'Ikea locale! Vi giuro, alla fine è uguale a quella che abbiamo in Italia, però raga... farci un giro direttamente qui in Svezia era un'esperienza che andava assolutamente fatta per sbloccare il livello definitivo del viaggio.

Ovviamente, da bravi italiani in Svezia, abbiamo deciso di avventurarci nell'assaggio della pizza, cosa che ha superato le nostre aspettative (abbiamo scoperto solo dopo che i proprietari erano italiani che avevano deciso di svoltare la loro vita andando a vivere e lavorare la)
Ogni weekend decidavamo la meta ed essendo che avevamo disponibili 4 fine settimana, abbiamo deciso queste 5 città (per chi se lo stesse chiedendo si sono 5 perché Helsingborg e Helsingor le abbiamo visitate lo stesso gorno)

In una parola?
Il Nord che mi ha cambiato dentro
Se oggi mi chiedessi di racchiudere il mio Erasmus in Svezia in una sola parola, non sceglierei "divertente" o "bello". Sceglierei una parola molto più potente: trasformativa.
Sono partita pensando che avrei semplicemente vissuto un periodo di lavoro all’estero. Non avevo idea che la Svezia avrebbe ridisegnato il mio modo di pensare, di vivere e di guardare il futuro.
La mia trasformazione è iniziata nei dettagli della quotidianità, totalmente nuova. È iniziata nel silenzio della campagna e nel rito sacro della fika — la pausa caffè svedese — passata a chiacchierare con persone nate dall'altra parte del mondo.
Nel freddo pungente del Nord, ho trovato un calore umano incredibile.
Fare l'Erasmus non significa solo aggiungere una riga sul curriculum. Significa accettare di perdersi per poi ritrovarsi diversi.
Non torni a casa con gli stessi occhi con cui sei partita. Torni con una nuova versione di te stessa, più matura e consapevole di ciò che vali.
Ora tocca a te: smetti di rimandare
Se stai leggendo questo articolo e senti un pizzico di paura all'idea di lasciare la tua comfort zone, la tua casa, i tuoi amici... ascoltami bene: è normale. La paura è solo il segno che stai per fare qualcosa di grandioso.
Non lasciare che i dubbi ti frenino. Canditati per quel bando. Prepara la valigia. Scegli te stessa, regalati l’opportunità di vivere l’esperienza più trasformativa della tua vita.
Chi partecipa e come?
La partecipazione a questo progetto è garantita a tutti gli studenti più meritevoli, infatti, i professori prima di accettare l'iscrizione controllano diversi criteri come: i voti, il comportamento, esperienze personali e ovviamente aiuta anche la presenza di una certificazione linguistica.
Viene aperto il bando circa verso il mese di ottobre per lasciare il tempo agli studenti di informarsi e in caso iscriversi, una volta fatto questo sta ai professori richiedere i documenti previsti per controllare se sono presenti complicazioni che impediscono la partecipazione; usciranno poi con una circolare le date dei colloqui orali che avverranno tra studenti ed alunni per avere un confronto diretto e nel caso venga data la possibilità agli studenti di poter fare delle domande riguardanti le mete o lo svolgersi del tutto.
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